Storia del Santuario
La storia del Santuario della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane ha inizio il 12 aprile 1947, quando la Beata Vergine Maria appare al tranviere romano Bruno Cornacchiola e ai suoi figli.
Tale apparizione era stata già preannunciata dalla mistica romana Luigina Sinapi, esattamente dieci anni prima.
Il santuario sorge nel parco degli Eucalipti all’Eur quasi come un’estensione naturale dell’Abbazia nata sul luogo del martirio di San Paolo e affidata ai monaci Trappisti: sono loro che, tra il 1867 e il 1868, si fanno carico della bonifica dell’intero territorio colpito dalla malaria, con l’imboschimento di piante di eucaliptus.
Gradualmente però, malgrado il valore storico dell’Abbazia, meta di culto per i cristiani, l’area boschiva circostante, con i suoi anfratti e grotte di tufo, inizia a degradarsi, diventando progressivamente scenario di malavita.
Tale è la situazione di abbandono del bosco quando, nella mattinata di sabato 12 aprile 1947, vi si reca con i figli Bruno Cornacchiola, che è alla ricerca di un posto verde dove i bambini possano giocare e lui scrivere un discorso, per un comizio avventista programmato per il giorno dopo, teso a confutare i maggiori dogmi cristiani: della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, dell’infallibilità del Papa e dell’Immacolata Concezione.
Cornacchiola comincia ad avversare la chiesa cattolica tanto da premeditare l’uccisione del Papa, durante l’attività mercenaria che presta nella guerra di Spagna, nel 1938. Tornato a Roma, la moglie Iolanda cerca di ricondurlo alla fede cattolica; pur riuscendo nell’immediato a convincerlo a partecipare ai primi nove venerdì del mese, egli abjurerà comunque nel 1943, convertendosi inizialmente alla confessione battista per poi passare, nel 1945, alla chiesa avventista.
Ed è a favore di quest’ultima che si trova, appunto, a scrivere un discorso di proclamazione in quella mattinata del 12 aprile, anche se, ben presto, dovrà rinunciarvi, distratto dai figli che giocano a palla, perdendola e rincorrendola tra gli anfratti; quando, poi, questa finisce troppo lontano, è lui stesso a mettersi alla ricerca della palla con il secondogenito, lasciando la bambina più grande raccogliere fiori e il più piccolo seduto sotto un albero, nei pressi di una grotta naturale.
Per accertarsi della permanenza di quest’ultimo, Cornacchiola ogni tanto lo chiama per nome, fino a che, non sentendolo più rispondere, torna indietro allarmato: lo trova inginocchiato ripetere la frase “Bella Signora” e così iniziano a fare gli altri fratelli, messisi anche loro in ginocchio. Terrorizzato dal vedere i figli come pietrificati, lancia un grido di preghiera: “Dio mio salvaci tu”, dopodiché, a un tratto, vede due mani bianchissime uscire dalla grotta e toccargli gli occhi: avvolta da una luce splendente gli si manifesta Maria come “sono colei che sono nella Trinità Divina: sono la Vergine della Rivelazione”.
La Vergine lo esorta alla conversione dicendogli: “Tu mi perseguiti, ora basta!” espressione che non può che evocare la chiamata alla conversione di San Paolo sulla via di Damasco, sigillando fortemente i due vicini luoghi di preghiera alle Tre Fontane.
La Vergine, inoltre, gli dice: “Il mio corpo non marcì, né poteva marcire”, rivelazione che appare anticipare il dogma della sua Assunzione al cielo in anima e corpo, che sarà proclamato pochi anni dopo, nel 1950.
Il 5 ottobre 1947, nella stessa grotta dove si è manifestata la Vergine della Rivelazione, viene deposta una statua in legno, realizzata a grandezza naturale dallo scultore Ponzi, che la raffigura come è apparsa a Bruno Cornacchiola: vestita di bianco, cinta da una fascia rosa e coperta da un manto verde, che le scende dalla testa ai piedi lasciati nudi.
La statua è trasportata alle Tre fontane da piazza san Pietro, dopo la benedizione di Papa Pio XII, con una processione solenne che percorre la via Ostiense, passa per la Basilica di San Paolo per poi raggiungere la destinazione della Grotta alle Tre Fontane.
Il 1° ottobre 2023, il Santuario ha voluto rendere omaggio a tale ricorrenza, organizzando un pellegrinaggio sul precedente tragitto, portando in processione una riproduzione in scala leggermente ridotta della statua della Vergine della Rivelazione, con partenza da San Pietro dopo l’Angelus e la benedizione del Papa, che ha rivolto il suo saluto al Santuario, fino alla grotta in via Laurentina: ormai incessante meta di preghiera e conversione, secondo la vocazione profetizzata dalla stessa Vergine della Rivelazione.

